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Dario

Cose che mi passano per la testa
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Sabrina

June 19

Un Anno Dopo

Ormai è quasi un anno che sono partito per iniziare quest'avventura a Verona; allora ero andato lì dicendomi "vabbè, devo provare, magari riesco a mettere qualcosa di soldi da parte...poi torno a casa e si continua come sempre".
Poi il giorno del colloquio, dopo 11 ore di treno, arrivo alla stazione di Verona: sono le 6 del mattino, il giorno sta appena iniziando e in quella luce un pò grigia dell'alba vedo la scena può strana della mia vita, giuro!!!! Ci sono io sceso alla fine del treno e di fronte a me la banchina deserta del binario 4...alla testa del treno l'unica altra persona scesa lì: un uomo sulla sessantina anche lui con niente altro che una 24 ore...
Ancora adesso ripensando a questa scena non lo so cosa mi ha fermato dal fare il biglietto per il primo treno di ritorno a casa!!!!!
Invece è passato un anno il lavoro è andato bene ho fatto subito l'abitudine ai turni, sono riuscito ad ambientarmi lì a Verona ( sopratutto perchè ci sono Mike & Ila ), ora addirittura "sono stato promosso"...diciamo così...un bilancio positivo in fin dei conti no??
Però...sono partito portandomi dietro promesse fatte che non sono riuscito a mantenere, i miei invecchiano ma io non li vedo invecchiare, mio fratello cresce ora inizierà l'università e io non ci sono, gli amici stanno per laurearsi e mi mancano da togliere il fiato in quelle notti lì nel laboratorio quando ripenso ai giorni qui a Napoli....
...Napoli, un anno dopo sto per fare un altro passo lontano da questa città...a settembre i miei si trasferiranno in provincia di Caserta e allora voi mi mancherete ancora di più...
 
April 23

Ciao Fardello

Un'appunto era d'obbligo anche per te...
Wuaaaa...fraaaaatomo ci hai abbandonato, ora il FlairHouse non sarà più lo stesso senza di te 'Ngiulè...minchia ricordo la prima volta  che ci andammo, che devastazione...i rum e pera che correvano come treni, i tavoli che sotto i nostri piedi ballavano peggio di noi e poi il buttafuori che decise che era ora che tornassimo a casa!!! E come tornammo a casa, il giorno dopo ti beccai alla spianatrice stavi più scamazzato delle lamiere!!!! AHAHAHAHAHAH
Era giusto che ti salutassimo in quel locale e con una serata come quella di venerdì 18/04/08...una data da non dimenticare...Ohhhhhhhhhhh FARDELLO ma quanto casino abbiamo fatto lì dentro??? Ma ti rendi conto che non c'erano più tavoli liberi in quel locale, avevamo montato un palco per il FARDELLO SHOW...credo che il barista non ha mai fatto tanti rum e pera in una sera sola..."Giancarlo fanne 8!!!!!"e poi la grande scoperta la CARAFFA...AHAHAHAHAHAHAH...quello scioccato di Giorgio che va lì e gli fa "una caraffa a modo tuo!!!!"...AHAHAHAHAHAH...una serata perfetta addirittura il Dj aveva capito di cosa si trattava, quando al culmine del delirio se ne esce con la canzone più azzeccata al mondo:
 
                                       "Se mi lasci non vale, se mi lasci non vale"
 
tremendo, giuro anche pensandoci non avrei saputo fare di meglio!!AHAHAHAHAHAH.
Ci stava tutto in quella serata, pure quei due imbecilli di Carabinieri (chiamati da quel demente del buttafuori), però quanto mi sono divertito a vedere "Spina" che tremava fuori dalla macchina, mentre il collega ci controllava i precedenti chiuso dentro!!!AHAHAHAH
 
Era l'unico saluto che potevi aspettarti da una banda di sciarmati come noi.."Bràaàaàv" direi io
 
Torna a trovarci FARDELLO, c'è un giro di rum e pera già pagato X te!!!
 
February 27

" Vivere A Orecchio "

Faccio come un uomo,
gioco a fare il duro,
monto con il lego uno scherzo di futuro
che il futuro è fuori garanzia...
...un bacio e via...
vado come un uomo,
sono complicato,
passo la mia lingua sul taglio nel palato
non mi lascio stare a modo mio
a modo mio.
 
E poi vivere a orecchio
senza ricette che qualcu'altro ha prescritto,
e poi starci un pò stretto
ma vivere a orecchio.
 
Faccio come un uomo,
tu che cosa credi?
Un giorno è solo amore...
 
...il giorno dopo spero,
tu rimani donna più che puoi
proviamo noi.
 
E poi vivere a orecchio
senza ricette che qualchun'altro ha prescritto,
e poi starci un pò stretto
ma vivere a orecchio.
 
E poi vivere a orecchio
metterci tutto e forse stonare di brutto,
e poi senza biglietto
vivere a orecchio.
 
Da dove ti viene il mal di mare?
Da dove ti viene una canzone?
Da dove ti viene il peggio di chi sei? Chi sei?
...Vado come un uomo,
ci provo fino in fondo,
a stare come tutti
in pari con il mondo.
 
E poi vivere a orecchio
senza un soggetto che qualcun'altro ha già scritto,
e poi starci un pò stretto
ma vivere a orecchio.
 
E poi vivere a orecchio
metterci tutto e forse stonare di brutto
e poi senza biglietto
vivere a orecchio.
 
Da dove ti viene da vomitare?
E dove ti porta una canzone?
Da dove ti viene il meglio di chi sei?
Il meglio di chi sei?
 
 
 
 
 
E dove potrà mai portarti una canzone?...
Vasco Rossi andrebbe in Messico.
Pino Daniele seguirebbe uno Scirocco D'Africa.
A Tiziano Ferro è piaciuta Amesterdam sotto  la pioggia.
Poi c'è chi come i Negramaro semplicemente vanno via, "via da questa città che non è più mia, o forse, non lo è stato mai".
 
A ognuno la sua meta...a ogni orecchio i propri suoni...nel mio per ora c'è il dialetto veronese...
 
 
 
January 24

Perchè bisogna sempre scegliere!!??!!

Perchè non si può avere tutto ciò che si desidera?...Perchè bisogna scegliere?...Scendere a compromessi con se stessi e la propria vita...Perchè? Infondo uno cosa può deiserare?...Di svrgliarsi la mattina e dire "Affanculo oggi a lavoro non ci vado, se ne parla domani...oggi invece prendo la barca e vado........a Capri?...no Sardegna!!!...anzi no!!! Ho voglia di spostarmi...Creta"...No? Sarebbe più bello no?...Oppure cos'altro?...Ma si diciamo che a lavoro ci vogliamo andare allora alle dieci di mattina si schiudono trenta metri quadri di tende e la luce del mattino viene a svegliarti, tu che stai spaparanzato in un letto che è due "città", altro che due piazze!!!! Poi ti arriva il maggiordomo col primo vassoio: cornetto, cappuccino e giornale; ti lavi e ti vesti (perdi mezz'ora solo per trovare il pantalone che volevi nella cabina armadio che poteva essere tranquillamente un'altra stanza) e poi ancora il maggiordomo col secondo vassoio...ci butti sopra un'occhiata rapida e poi esclami: "Oggi prendo il Cupè"...proprio come in televisione...e di filato a lavoro!! Che poi che razza di lavoro fai? Ti svegli alle dieci, prima delle undici non scendi di casa, alle due vai a pranzo e magari alle quattro ti sei rotto e torni a casa!!!!Ahahahahahah...Bellissimo...................
Oppure vorresti solo il TEMPO per poter fare tutto, tener testa a tutti i casinoi che hai...lavoro, studio, palestra, divertimeto ecc ecc...Seeee "SOLO", fai prima a diventare uno di quelli del pragrafo di sopra!!! E allora ti tocca scegliere...ancora una volta!!! E sei sicuro che non farai mai la scelta giusta...perchè se esistesse quella giusta...non ci sarebbe bidogno di scegliere.   Triste
December 27

La mia pelle è carta bianca...

TATUAGGIO

 

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                  “                                                     

 La mia pelle è carta bianca per il tuo racconto
scrivi tu la fine
io sono pronto
non voglio stare sulla soglia della nostra vita
guardare che è finita
nuvole che passano e scaricano pioggia come sassi
e ad ogni passo noi dimentichiamo i nostri passi
la strada che noi abbiamo fatto insieme
gettando sulla pietra il nostro seme
a ucciderci a ogni notte dopo rabbia
gocce di pioggia calde sulla sabbia
amore, amore mio
questa passione passata come fame ad un leone
dopo che ha divorato la sua preda ha abbandonato le ossa agli avvoltoi
tu non ricordi ma eravamo noi
noi due abbracciati fermi nella pioggia
mentre tutti correvano al riparo
e il nostro amore è polvere da sparo
il tuono è solo un battito di cuore
e il lampo illumina senza rumore
e la mia pelle è carta bianca per il tuo racconto
ma scrivi tu la fine
io sono pronto

                     “                                                                                              

Può un disegno essere qualcosa di più che un semplice capriccio?...Si!!!! Solo per questo ho deciso di fare questo tatuaggio…è una fotografia, che riassume me stesso…e quel po’ di vita che mi lascio alle “spalle”…passata si ma pur sempre vissuta, a cui bisogna sempre “volgere” lo sguardo…!!

Mi hanno chiesto se fa male…sinceramente immaginavo e quasi speravo peggio…forse mi prenderete per pazzo…ma è nell’essenza stessa del tatuaggio, o almeno nella concezione che ne ho io…se ci pensate bene il dolore è il nostro primo maestro…chi da piccolo non si è mai scottato e ha poi imparato che il fuoco brucia?...la stessa cosa deve essere per il tatuaggio deve far male…in primo perché la scelta deve essere profonda bisogna raggiungere una convinzione tale e un desiderio tale da farti sopportare il dolore…e in più il dolore che hai provato deve aiutarti a ricordare quanto è importante tutto quello che si racchiude in quel “disegno”!!

Io da più o meno due anni ho iniziato a maturare questo desiderio…ho scelto l’oggetto, con tutti i significati che assume per me…ma non solo quello…la forma, anche quella attentamente ricercata per un suo preciso significato…e poi il posto anche quello strategico e con un suo preciso scopo!!! Oggi finalmente questo mio personalissimo “appunto di vita”…è completo!!

 

 

LA FENICE

 

È uno dei mostri più conosciuti di tutti i tempi. È l’uccello Sacro del fuoco e secondo la tradizione è originario dell’Arabia. Vive più di 500 anni e quando si accorge di stare per morire prepara una pira funeraria con dei rami di erbe aromatiche fra cui la Mirra e al tramonto, rivolta verso il sole calante con le ali aperte , da fuoco alla pira, lasciandosi consumare dalle fiamme.

Per poi rinascere nove giorni dopo dalle sue stesse ceneri, più forte è più bella di prima.

 

 

 

 

MITOLOGIA CLASSICA: la Fenice è sicuramente l’essere più spettacolare nei bestiari fantasy: un uccello mitico, in grado di rinascere dalle proprie ceneri! La sua origine è oscura: sappiamo che il suo culto era vivo anche ai tempi degli Egizi e degli Assiri, ma nulla conosciamo sulla loro concezione di quest’essere, se era considerato una creatura buona o malvagia.

In seguito molti scrittori dell’età classica come Ovidio, e molti storici e naturalisti latini e greci, come Erodono e Plinio, hanno sottolineato la singolare capacità della Fenice di risorgere dalle proprie ceneri.

In particolare, una descrizione molto suggestiva la ritroviamo nelle “ Metamorfosi ” di Ovidio.

 

“…ma vi è un unico uccello, che si rinnova e da sé si rigenera: gli Assiri lo chiamano FENICE; non di frumento né di erbe, bensì vive di lagrime di incenso e di stille di amomo.

Quand’esso ha compiuto cinque secoli di vita, con le unghie e con il puro rostro si costruisce un nido fra i rami di un leccio o nella sommità di una flessibile palme. E non appena qui vi ha cosparso spighe di delicato nardo e trito cinnamomo e fulva mirra, sopra vi si adagia e fra gli aromi conclude il suo tempo. Ma da qui, some si tramanda, dal corpo paterno nuovamente nasce una piccola Fenice, destinata a vivere altrettanti anni ”.

 

 

 

 

LA FENICE EGIZIA: bella come un fuoco imperituro, il sacro uccello Fenice si presenta come un aquila vigorosa il cui purpureo e dorato manto del corpo e delle ali lasciano il posto ai riflessi lucenti della coda e alle due piume ritte in capo, l’una azzurratene e l’altra rosa.

Considerato da sempre il re degli uccelli, è un esemplare unico nel vero senso della parola: non esistono due fenici che possano mai solcare i cieli insieme. La Fenice è infatti un animale immortale, che circa ogni 500 anni si rinnova, ardendo in un aromatico fuoco ramoscelli di mirto, incenso, sandalo, legno di cedro, cannella, spigonardo, mirra e le più pregiate piante balsamiche, per poi risorgere in un pulcino che dopo tre giorni troverà il vigore dell’uccello adulto e cantando con il suo arcano e sovrannaturale suono spiccherà il volo verso i limpidi cieli del mondo o secondo la leggenda verso l’albero sacro di Heliopolis, la città del sole a lei sacra.

La leggenda dell’araba Fenice ha inizio in Egitto, dove con il nome di BENU ( risplendere, sorgere o volare ), si presenta come mistico emblema del dio Ra e in alcuni miti come sua forma fisica nel mondo. Benu era molto simile all’odierna concezione dell’animale adulto, incoronato però con l’Atef ( corona dell’Alto Egitto con due piume di struzzo ) o con il disco solare.

Spesso scambiato con altri animali in parte ad esso simili da altri popoli dell’antichità ( il fagiano per i Romani o l’Ibis per gli Ebrei ), solo gli antichi Egizi avevano l’abitudine di rappresentare la Fenice con l’airone cinereo nei riti di Heliopolis, il cui passaggio era segno di buon auspicio.

Sempre nell’Antico Egitto ha origine la leggendaria immortalità della fenice, spiegata qui come in un dono del risorto Osiride al Benu, a cui svela il segreto della resurrezione spirituale e della rinascita e soprattutto come forza vitale che sia per prima nata nel caos originale prima dell’opera del Dio Ptah, nascendo dal sacro fuoco di Heliopolis, unica e insostituibile , “ sempre eadem ”.

Di Fenici se ne parla anche se con diverse rielaborazioni del mito nel Fisiologo ( che ne evidenza l’amore per gli aromi spesso sacri e indispensabili al suo rito di rinnovazione ) o negli scritti di Erodono:

 

“…un altro uccello sacro era la Fenice. Non l’ho mai vista coi miei occhi, se non in un dipinto, poiché è molto rara e visita questo paese ( così dicono ad Heliopolis ) soltanto a intervalli di 500 anni. Accompagnata da un volo di tortore, giunge dall’Arabia in occasione della morte del suo genitore, portando con sé i resti del corpo del padre imbalsamati in un uovo di mirra, per depositarlo sull’altare del dio del Sole e bruciarli. Parte del suo piumaggio è color oro brillante, e parte rosso regale ( il cremisi: un rosso acceso ). Per forma e dimensioni assomiglia più o meno ad un’aquila.”

 

Di Fenici si parla anche in Cina ( FENG, uno dei quattro mistici protettori dell’impero di cui emblema solo i re se ne potevano ornare ), Ho-ho per i giapponesi, Milcham per gli Ebrei.

 

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